Opere singole

Ascoltare la Terra

Con questa immagine il fotografo vuole richiamare l’attenzione sulla Madre Terra.
Ormai dal secolo scorso la Terra sta subendo un profondo deterioramento, a causa di un abuso, da parte del genere umano, delle sue risorse naturali. Queste ultime, infatti, si stanno progressivamente esaurendo e il nostro pianeta ne risente e si ribella attraverso quelle che, ai nostri occhi, sono catastrofi naturali, ma che, in realtà, sono semplicemente conseguenza dell’inquinamento per mano dell’uomo. E’ fondamentale una presa di coscienza che risvegli il nostro legame con la Madre Terra, che ripristini la connessione tra essere umano e natura attraverso la riscoperta di una spiritualità profondamente ancorata alle nostre Radici.

“La Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla Terra capita anche ai figli della Terra.”                                                                          

Capo Seattle (Manifesto dei diritti della Terra)

Guardare la realtà da prospettive diverse

In questo scatto l’autore esorta lo spettatore ad osservare la realtà da diverse prospettive.
L’essere umano, senza averne piena consapevolezza, è portato a valutare le proprie percezioni, le sue idee ed il proprio modo di vedere il mondo come un riflesso oggettivo di ciò che accade realmente attorno a sé. In verità, quelle stesse intuizioni oltrepassano un filtro soggettivo, profondamente condizionato dal background e dalle emozioni che attraversano in quel momento l’osservatore.

“L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà.”
Watzlawick

Amniotico

In questo scatto lʼartista, spoglio dei propri abiti,intraprende un viaggio nel grembo materno.
Nove mesi in cui il suo corpicino  si forma, si nutre, si prepara a diventare un uomo… “Siamo quello che mangiamo” diceva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, e certamente anche per questo che noi tutti diamo molta importanza al cibo. Tutto inizia così…
Una cellula… un’embrione… ed infine un bambino che costruisce il suo piccolo corpo; i suoi muscoli, le ossa, la pelle ed il cervello con le sostanze di cui la mamma si nutre e che a sua volta sfamano il piccolo immerso nella placenta.
Perciò ,quasi per assurdo,potremmo dire che un neonato è… quello che la sua mamma ha mangiato in gravidanza.
In questo scatto, della nostra attuale società moderna ,il tutto è rappresentato da un involucro di cemento armato che avvolge il fotografo mentre si prepara al suo primo sforzo infinito, che lo porterà alla luce se riuscirà a distruggere le pareti che lo circondano…

Estia

L’artista, in questo scatto, tenta di rappresentare la donna come la dea Estia, fautrice del fuoco. Ella per i Greci, era la divinità delle fiamme che ardono su un focolare sferico: il suo simbolo, infatti, era un cerchio che richiamava la forma dei suoi primi focolari e dei suoi templi. Era lei che consacrava ogni edificio e la sua presenza vivificante dispensava, attraverso il suo fuoco sacro, illuminazione, tepore e calore.

“La cosa più bella che possa capitare a un essere umano, è di scoprire il fuoco sacro, il fuoco della sua anima. E di fare in modo che la vita intera sia l’espressione di questa anima”.

(Annie Marquier)